A me la radio non piace. Non è mai piaciuta. L’unica trasmissione che ho sempre ascoltato, da 30 anni a questa parte, è tutto il calcio minuto per minuto. Adesso c’è questa moda della radio on the net. Chiunque la può fare, senza nessun costoso impianto, senza nessun permesso, in perfetto stile dilettantistico. Ne escono fuori trasmissioni dilettantistiche, con problemi di microfono, problemi di audio, sovrapposizione di voci, concetti stupidi e vociare scomposto di tutti i protagonisti. Ci siete, mi sentite. Senza contare gli ospiti a sorpresa. Molto bello, tutto quello che volete. Ci si diverte, si fanno interessanti discussioni, si parla. Ma la radio, quella vera, è un’altra cosa. Lo so che siete d’accordo con me, anche Voi protagonisti delle radio on the net, e allora perché utilizzare sempre il suffisso radio? Mi dicono che questa “PocaRadio” sia davvero divertente. Dicono, ho anche partecipato. L’importante che da Poca non diventi Tanta, persino Troppa. Il troppo stroppia, mi dicono.

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